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venerdì, 30 novembre 2007
Meglio un buon libro o qualche ora di sonno?
È tempo di bilanci [di Stefano Izzo]
Personalmente le classifiche le odio, soprattutto se riguardano i libri. Capita, però, che un noto mensile mi chieda una playlist – così l’hanno chiamata – dei dieci migliori titoli del 2007. Non è una di quelle offerte che si possono rifiutare, se capite cosa voglio dire, dunque ho dovuto accettare con tanto di ringraziamenti. Dopotutto è un gioco – ho cercato di convincermi – e anche un’occasione per riflettere su quanto di buono è uscito negli ultimi mesi. Non voglio annoiarvi rivelando le mie scelte e i vari perché. Vi dirò soltanto che il gradino più alto del mio personalissimo podio se l’è aggiudicato Cormac McCarthy (dal suo precedente libro il prossimo film dei fratelli Coen), che a settantaquattro anni suonati ci regala un romanzo di formidabile finezza psicologica, impreziosito da una prosa di rara precisione e bellezza. Provate a scrivere qualunque cosa dopo aver letto La strada: ogni parola che userete vi sembrerà di troppo. Detto questo, la domanda scontata che sto per farvi è: qual è il libro, tra quelli usciti nell’ultimo anno, che più di ogni altro vi ha incollato alle proprie pagine, lasciandovi svegli fino a tardi e facendovi saltare pranzi luculliani a casa della suocera?
sabato, 24 novembre 2007
SARA' SPAGNOLO CORRETTO?
"Caminantes no hay caminos, hay que caminar"
Qualcuno di voi lo sa già: era una frase tracciata a pennarello nel bagno d’un pub bolognese che non esiste più.
Oggi che quelle parole emergono alla memoria in mezzo a flutti, rottami e aerei progetti, ti sembrano quasi un motto.
Il motto di uno sconosciuto compagno di pub che, ancora non lo sapevi, sarebbe diventato anche il tuo .
Dicono che la corsa dia assuefazione: ci credi senza problemi, perché a te è capitato in pieno col camminare, che in fondo della corsa è il parente nobile e rilassato. Stiloso, oserei dire.
Perché il Lupetto non cammina, corre, ma l’Uomo forse può risparmiarselo, quando non c’è un pallone o una mandria di bisonti inferociti in vista. Ma questa è un’altra storia.
L’essenziale è che non ti senti mai libero come quando hai uno zaino in spalla, e l’unica missione di raggiungere il posto per la notte.
Per questo insieme al vecchio Giorgio mercoledì partiremo verso l’Appennino Ligure: abbiamo bisogno dell’ultima escursione dell’anno prima che la neve cancelli i sentieri fino a marzo.
Se qualcuno pensa di trovarsi venerdì dalle parti della Colla di Praglia, può farmi un fischio elettronico via mail entro martedì sera.
Nel mentre, cari aficionados, Paolo l’Assiro segnala tre immagini tre reperite su Flickr dove il nostro adesivo rosso fa bella mostra di sé lungo i milleottocento chilometri della Via Francigena: che le tracce dei vecchi viaggi siano d’auspicio per nuove psicoatletiche partenze.
A proposito di percorsi, questa volta narrativi, sento il bisogno di confidarmi con voi su quanto bolle in pentola, per usare una metafora ormai lisa dal tempo ma sempre odorosa di ortaggi.
La novità di quest’anno è che sto scrivendo (uno è quasi pronto, almeno in prima stesura) DUE libri, e quest’ipotesi che avrei sempre ritenuto angosciante si sta dimostrando foriera di divertimento inatteso.
Per gli appassionati di catalogazione anticipata, dirò che si tratta di
- Uno scintillante piccolo libro su Bologna (ve ne avevo già accennato, direi)
et
- Un maestoso romanzo talmente diverso dagli ultimi sette da lasciare sbalordito me per primo.
A questo modo, nel 2008 ognuno potrà scegliere il testo che preferisce, e io tornerò a essere l’unico scrittore del West più veloce dei propri lettori...
martedì, 20 novembre 2007
ESCO NEL FREDDO
già buio [di Edoardo Rosso]
In una giornata fredda dentro e fuori, pomeriggio già buio, esco di casa e mi dirigo come una falena verso le luci del centro.
Pedalo nel fitto passeggio prenatalizio. Schivo anziani, borse, cani al guinzaglio. Coppiette in Woolrich. Branchi di piumini lucidi.
Lego la bici fuori la libreria. Traverso le porte scorrevoli e sono nel tepore.
Cerco qualcosa che mi parli di lui, che mi racconti la sua vita, le sue canzoni, le sue storie d’amore, gli amici, l’infanzia.
Non voglio cadere nella trappola di biografie scritte in fretta e uscite sull’onda della fiction rai su di lui, da poco andata in onda.
Ne sfoglio un paio. Poi lo trovo. Lo ha scritto Emanuele Di Marco, con il prezioso contributo della sorella di Rino, Anna. Si chiama “Rino Gaetano Live”, ha un formato quasi quadrato e lo pubblica Stampa Alternativa. E’ mio con 14 euro.
Il testo racconta la vita di Rino. Fuori e dentro la sala di registrazione, quello che cercavo.
Numerose foto, anche. Amici, backstage, infanzia. Le pagine del quadernetto su cui scriveva le canzoni e molti testi inediti.
Leggo. Trovo la sabbia di Crotone, la periferia di Roma e quel clima che solo gli anni settanta. Il libro mi porta oltre il nonsense di Gianna (il successo sanremese che fu un po’ la sua condanna), a scoprire l’anima autentica di quel ragazzo che sotto gli abiti del giullare celava un uomo che conosceva la vita e la poesia. Un ragazzo che avrei voluto avere come amico, per bere una cosa insieme la sera, parlare, fumare l’ultima sigaretta all’alba e altre cose così.
Se i buoni libri sono quelli, terminati i quali, vorresti che l’autore fosse un tuo amico per poterci parlare, non vale lo stesso per le canzoni?
Penso di sì e lui è quello che avrei voluto conoscere io.
sabato, 17 novembre 2007
NUTRIA GHIACCIATA?
Eddie La Nutria senza caldaia nella città più umida d’Italia!
È semplicemente orribile, aficionados.
Per oggi il buon Eddie doveva inviare il suo pezzo per archiviomagnetico, ma niente.
Così lo chiamo e scopro che è da svariati giorni al freddo nel suo monolocale ferrarese. L’acqua è ghiacciata nei tubi e sulla tastiera del suo pc si è formata la brina: per questo non ha scritto. La caldaia ha ceduto nella stagione sbagliata, e il nostro prode amico è alle prese con necessità primarie, molto più urgenti del post che di buon grado attenderemo fino a lunedì.
I soccorsi lo raggiungeranno prima del tramonto, assicurano le autorità.
Nel frattempo, chiunque si trovasse nel capoluogo estense e notasse un pennacchio di fumo uscire dalla finestrella d’un monolocale non si allarmi prima di aver gettato uno sguardo all’interno: potrebbe essere semplicemente Eddie che brucia i manuali di giurisprudenza per tenersi caldo fino all’arrivo del “tecnico del boiler”.
Recuperando un assetto più austero, ma non troppo, riporto le testuali parole di Big Manfro:
Ciao Erikke!
Como estàs, amigo?
Spiero ben (ho volia di sientirti!)
Comunque.
E.
Dunque.
Entro lunedì, massimo, ti mando la mia graphic imterprétescion della T-BERN-Shirt.
Le maglie, si può dire, già le conosciamo: il cotone è grossomodo lo stesso usato per la fattura di quelle col gràncuggino Jerry; addirittura, promette il mercante di stoffe, (dicevo) addirittura di qualità miliòre...
...e questa volta non mancherà un modello dedicato a signore e signorine.
lunedì, 12 novembre 2007
TRAGEDIA ALL’ITALIANA
24 ore di controinformazione "democratica" sulla morte di un ragazzo
Ieri ho seguito i telegiornali fino a notte con un nodo in gola.
La morte del tifoso laziale Gabriele Sandri mi ha colpito in maniera particolare, perché anch’io ho passato molte domeniche mattina in macchina con tre o quattro amici per andare a vedere una partita lontana.
Credo non ci siano scusanti nel comportamento di un agente che scarrella la pistola e spara uno o più colpi nel bel mezzo di un’autostrada, arrivando a colpire - per errore?- un’automobile in allontanamento.
Eppure, anziché accettare la tragedia, domandare perdono e interrompere all’istante tutte le partite previste in giornata, le Autorità hanno deciso si dovesse giocare lo stesso.
Non si rendevano conto che questa decisione avrebbe innescato una protesta fuori controllo? Non si rendevano conto che gli ultras avevano tutte le ragioni per essere furibondi contro un circo che li mette ai margini arrivando a calpestare persino il diritto più elementare, quello alla vita?
Ne risponderanno alle loro coscienze, ma questo non si vede in pubblico. Per ora, sono soprattutto interessati a risponderne all’elettorato.
E allora ecco che le immagini delle proteste negli stadi e degli assalti al Coni diventano funzionali al Palazzo, che può indicare i mostri dai quali intende proteggere i bravi cittadini.
Poco importa che gli assaltatori siano gli amici e i compagni di curva di un giovane freddato senza un perché mentre era seduto in auto.
Pare che alla signora Melandri, al signor Amato e al signor Vicequestore responsabile dell’Osservatorio del Viminale interessasse una sola cosa: fare sì che la morte di Sandri non restasse l’unico fatto dal giorno. Se era così, ci sono riusciti.
Solo Riotta, in studio, sembrava consapevole dello scollamento fra la portata degli eventi e le loro pallide argomentazioni: è un giornalista, sente l’odore della verità e della disinformazione meglio dei politici che pretenderebbero di dettare il menu delle notizie.
Purtroppo per loro, l’umanità disperata di un fratello ha bucato lo schermo cento volte più delle loro goffe frasi di circostanza: «Dopo tutti i provvedimenti speciali, hanno ammazzato mio fratello con un colpo di pistola» ha dichiarato fuori di sé Cristiano Sandri.
Questo è il fatto del giorno, non gli incidenti scatenati dai tradizionali cattivoni e nemici della quiete pubblica, i famigerati ultras, causa d’ogni male italiano.
Se la polizia spara negli autogrill, poteva capitare a chiunque di noi, aggredito, aggressore o semplice passante.
E ora, per rispettare la memoria di un ragazzo, si faccia piena luce su cosa è accaduto, questa volta senza tirare fuori la retorica sugli agenti frustrati e malpagati. Chi rispetta le forze dell’ordine le difende quando domandano divise nuove, mezzi dignitosi o aumenti salariali, non quando un loro esponente commette un errore imperdonabile, incendiando mezza Italia per la sua criminale dabbenaggine.
I COLORI CI DIVIDONO, LA PASSIONE CI UNISCE. SOLIDARIETA' ALLA FAMIGLIA E AGLI AMICI DI GABRIELE SANDRI.
Ecco l’intervista che ho rilasciato in proposito all’agenzia Dire
giovedì, 08 novembre 2007
IN NOME DI HUNTER
L’America fra cannoni e palle da bowling [di Paolo Bottiroli]
Supercelebrati i documentari di Moore, è invece passato quasi del tutto inosservato, almeno in Italia, il mediometraggio (58’) BLASTED!!! THE GONZO PATRIOTS OF HUNTER S. THOMPSON.
La storia è quantomeno particolare: prima della sua morte Hunter S. Thompson (autore, tra gli altri, di Paura e Disgusto a Las Vegas) ha espresso, tra le ultime volontà, quella che le sue ceneri fossero spedite in cielo, preferibilmente con un cannone della Guerra Civile, o almeno con una sua fedele riproduzione.
Uno dei giornali per cui Thompson scriveva pubblica un annuncio alla ricerca volontari per questa insolita missione, ed è con stupore che in circa duecento, muniti di cannone (stupido io a meravigliarmi che ci sia gente che tiene in casa un cannone, siamo in America...), rispondono “presente!”.
La storia finirà in modo diverso (con budget ben maggiore entrerà in campo l’attore Jonny Depp, amico di Thompson, che appalterà il lancio a una casa di fuochi d’artificio, con un gigantesco cannone a forma di pugno), ma qualcuno ha l’idea di produrre il documentario, BLASTED!!! THE GONZO PATRIOTS OF HUNTER S. THOMPSON appunto, dove vengono intervistati, durante le prove di lancio, cinque o sei volontari.
Così, tra cannoni che sparano in aperta campagna e palle da bowling lanciate contro peluche giganti, si parla, bevendo del whisky, dell’America di oggi e di quella dei tempi di Paura e Disgusto a Las Vegas.
E nel frattempo ci si fa una cultura sulle repliche certificate di cannoni della Guerra Civile…
sabato, 03 novembre 2007
ENERGIE VULCANICHE
(Intanto, nel caldo della fucina, il libro su Bologna lievitava ogni notte)
Olà folchi, eccomi di ritorno fra le brume del Centro-Nord dopo una settimana trascorsa per buona parte sull’Etna.
La trasferta sarà alla base di un racconto-di-sentiero che costituirà il primo tassello della mia collaborazione nuova di zecca con una rivista di viaggi in edicola da gennaio.
Se tutto andrà come previsto, nel corso del 2008 uscirà una vera e propria collezione di itinerari italiani, uno su ogni numero del mensile, che ha nome Traveller ed è pubblicato da Condé Nast.
E voi, in quali luoghi d’Italia vorreste assolutamente camminare prima di diventare anziani?
...Un abbraccio a tutti.

Short memo:
8 novembre Terni, reading con Numero6
9 novembre Udine, presentazione con Emilio Rigatti al festival Vicinolontano
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