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lunedì, 31 marzo 2008
LA NOSTRA GUERRA È FINITA!
Oggi alle quattordici e zerocinque scriveva definitivamente la parola FINE all’epilogo del romanzo La nostra guerra e l’inattesa piega degli eventi.
Ogni precedente punto di riferimento è stato dimenticato; ogni cabala è stata rispettata.
Seguiranno i tradizionali festeggiamenti inconsulti per le strade del quartiere.
...INCIPIT VITA NOVA!
sabato, 22 marzo 2008
LA LISTA DELLE PRIORITA'
Può essere importante, alle due del mattino...
...trovare una buona colonna sonora per il penultimo capitolo. Questa è, come sempre, adattissima. Il finale con Pete posseduto mentre Roger impazza all’armonica, poi, è semplicemente da brividi.
A proposito, il titolo del romanzo sarà LA NOSTRA GUERRA E L’INATTESA PIEGA DEGLI EVENTI, e la prossima settimana vi faccio vedere la copertina. Buona Pasqua, aficionados!
giovedì, 06 marzo 2008
DAI CAMPI DI PROVINCIA ALLE CURVE DI MEZZA EUROPA!
Ovvero da Cristiano Cavina a Nick Hornby [di Paolo Bottiroli]
Passare da giocatore a semplice tifoso. È quello capita alla maggior parte dei ragazzi. A scalciare tra polvere e ghiaia fin dalle elementari, trascorrendo ogni domenica in un diverso campo di provincia, per trovarsi, una decina d’anni più vecchi, ad essere “semplici” tifosi, birra a portata di mano e, se va bene, una partita di calcetto ogni tanto.
Giocatore o tifoso, attore protagonista o spettatore: in un caso si compie direttamente l’azione, nell’altro la si osserva solo. L’entusiasmo, strano ma vero, può essere lo stesso.
Così, da un lato c’è la passione di Cristiano Cavina, che ci racconta la sua ultima stagione da esordiente nelle fila dell’AC Casola, piccola squadra proletaria, tenuta insieme da un profondo senso di amicizia, che se la dovrà vedere contro squadre di fighetti con le magliette nuove di pacca e la tuta sociale diversa di anno in anno.
Dall’altro, il trasporto di un Nick Hornby (Febbre a 90°), letteralmente innamorato di un vecchio Arsenal, al tempo meno vincente e più frustrato dell’Inter degli anni ’90...Ma forse, non servono anche queste disavventure per creare un amore profondo?
Così, se volete leggere due libri leggeri su un calcio diverso da quello raccontato dalle biografie dei grandi campioni, fatto di sconfitte e campi di provincia, dateci una letta!
E poi, potrete scommettere sicuri anche voi che Nick Horby sarà stato più felice per un pareggio insperato dei Gunners negli anni ’80 in un campo di seconda divisione, che per la vittoria di mercoledì sera a San Siro! Ché quando le cose vanno bene da anni, forse, si perde un po’ di gusto…
lunedì, 03 marzo 2008
A.A.A. CERCASI ARUSPICE
(o domatore in grado di controllare l’inattesa piega degli eventi)
Hai un bel da sforzarti a stare calmo e sfogliare il catalogo Patagonia sognando di trovarti fra i boschi insieme a un pugno d’amici.
Se le cose si affannano ad accadere fitte come in questi giorni, alla partenza del 26 aprile manca ancora mezza vita.
Tanto per dire, c’è caso che sia spuntato il main sponsor per la Roma-Jerusalem.
E la revisione della prima parte del romanzo è ormai cosa fatta. A prezzo di veglie, controveglie e sbattimenti che se li vedessero coi loro occhi, il mestiere di scrittore finisce dritto nella tabella delle professioni usuranti, ma cosa conta? L’importante è che dalla materia informe e balbettante sta sorgendo una storia definita, con tutti i suoi personaggi e voci e colori.
(Qualcuno, già me lo vedo, mi accuserà di essere politicamente scorretto. Come sa chi mi segue dai tempi di Bastogne, non sarà un cruccio devastante).
Per fortuna amici mi hanno inviato lo splendido volume Subbuteo di David Tatarsky, ISBN editore, ed è bello sfogliarlo ripensando a quando la felicità era racchiusa in un manifesto che racchiudeva centinaia di divise da calcio di tutto il mondo.
Un giusto diversivo rispetto a Ethiopian patriots, L’impero africano del fascismo e il dettagliato The italian invasion of Abyssinia della serie OspreyMen-at-arms...
Chi volesse sapere cosa lega la mitologia del calcio alle ex colonie italiane in Africa, troverà interessante il racconto di quest’uomo coraggioso.
Altrimenti, potete sempre leggere il mio CV da narratore on the road...
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