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mercoledì, 18 giugno 2008
RIF.: RECENSIONE AFICIONADA NUMERO 1
L'inattesa piega degli eventi
Il nuovo Lavoro di Enrico Brizzi è quanto di più completo potessimo sperare di meritarci dalla bontà del suo stile.
Se ogni testo risponde a un'esigenza e ogni emozione ha bisogno della carta per vivere nel tempo ed essere condivisa, L'inattesa piega degli eventi è un'occorrenza globale, il cui peso compatto testimonia l'evoluzione del doppio percorso dell'autore: maturità tecnica e crescita umana, ambedue figlie della spinta creativa che ne governa le attitudini e prende il nome di sensibilità.
Fedele ai propri cromosomi, l'itinerante scrittore bolognese inventa la Storia senza nasconderne l'intento ludico, e con il presupposto del gioco imbastisce un'opera epica e coerente con la propria identità autorale.
Sì, perchè L'inattesa piega degli eventi è un'Italia d'orgoglio fascista e un'Africa spaccata d'ambiguità, è l'amore sperato e perduto, l'avventura appassionata di voglie e frustrazioni, ed è, sopra ogni altra cosa, Enrico Brizzi in penna e pensiero.
Lo capisci che anche questa volta, incapace di agire diversamente, l'autore non ha studiato a tavolino un prodotto da mettere sul mercato.
Lo intuisci perchè ritrovi il suo timbro capitolo dopo capitolo e rimani spiazzato quando ti rendi conto che ha deciso di presentarsi con gli abiti più eleganti di sempre, arrivando ad avere un'attenzione così dedicata alla coerenza dei dettagli che a un certo punto, investito da tanta passione, ti chiedi se la storia che stai leggendo non sia la Storia per davvero.
Calcio e campioni d'altri tempi si mischiano al potere e alle logiche che lo generano, spingono, ostacolano, non diverse nell'essenza da quelle attuali, e personaggi accesi di stile non si vergognano di svelarsi per quello che sono, talvolta goffi e imbarazzanti, altre volte irrequieti e cinici.
Ognuno di essi ha connotazioni in grado di farteli fiutare e mai come in questa storia ti muovi in contemporanea col protagonista, governato dalle stesse ansie e spiazzato dagli stessi eventi inattesi.
C'è davvero tutto in questo romanzo: la battaglia interna dell'uomo come entità sociabile, diviso tra il richiamo anacronistico dell'eterna giovinezza - ballar nudi intorno a un fuoco e fumare e far l'amore e non pensare a nulla - e l'esigenza di riconoscersi e farsi riconoscere come professionista capace, visionario, deciso.
C'è la storia d'Italia vista attraverso le lenti del rispetto e c'è un'Africa che fa ridere e che fa male, in ogni caso calda, a tal punto da sequestrare il lettore e obbligarlo al refrigerio, nel momento in cui dovesse posare il libro e riprender fiato.
In un quadro talmente elaborato e coerente, Brizzi trova il tempo per apporre la sua firma con gli stessi caratteri scelti nei primi esordi, e così sorridi e ringrazi quando scopri la genealogia dei Claypool o quando ti rendi conto da dove arrivano i Rasta e che radici avesse il Reggae.
Che si tratti di fare chilometri sui colli bolognesi, consegnare grammi di gioia in una pizzeria nizzarda, ubriacarsi di carnevali e cercare rock-star scomparse, oppure viaggiare su catamarani, a piedi per l'Italia o la Svizzera, Enrico Brizzi non rinuncia a far sentire l'odore della propria pelle.
Non usa profumi, non cambia le carte in tavola: al limite le moltiplica e colora d'esperienza, donando una pietra miliare che pesa cinquecentotredici pagine di onirico splendore.
Archivio Magnetico attende altrettante recensioni affezionate e affezionabili.
sabato, 14 giugno 2008
IL ROMANZO BEN RECENSITO ANCHE OGGI
...Se non ci credete, procuratevi La Repubblica.
E intanto il nostro viaggio riprende verso Levante. A presto, amigos!
giovedì, 12 giugno 2008
NOI DUE FICTION LIBERAMENTE TRATTA DA JACK FRUSCIANTE E'USCITO DAL GRUPPO Stasera, ore 21, Rai Due. Fateci sapere cosa ne pensate!
venerdì, 06 giugno 2008
ENRICO BRIZZI AL TG5
Carlo Gallucci, per lo spazio "La lettura", intervista Enrico Brizzi.
Se ve lo siete perso, qui c’è il video!
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