martedì, 28 ottobre 2008
MILANO - FERRARA
(VIA CASTEL DI CASIO)


Quante cose si possono fare in tre giorni a Milano? Io ci ho infilato un incontro alla fondazione Corriere della Sera dedicato ai viaggi a piedi sulle orme di viandanti e pellegrini; registrazioni per Scalo 76 Cargo chez Paola Maugeri; ricerca libri fuori catalogo; birre belghe con Stefano Izzo al pub di via Strambio e infine una festa di compleanno in zona Porta Genova.

Domenica sono planato daccapo in città, ma solo per il tempo d’una doccia e di saltare in macchina, per riprendere quota lungo i tornanti della provinciale Riola di Vergato - Castel di Casio.
Castel di Casio, Camugnano, Granaglione, Porretta: sono questi paesi a ridosso del crinale che fa da confine fra Emilia e Toscana, i luoghi sprofondati nel bosco da cui discese in città la mia famiglia.
Mi fa piacere tornarci, e vedere intorno allo stesso tavolo le mie figliole per metà romane insieme a tutti i Brizzi di lassù, a cominciare dal leggendario zio Ulisse, che ha trascorso mezza vita sui transatlantici e l’altra mezza fra il Nepal, l’Etiopia e lunghi viaggi a piedi: un paio d’anni fa, tanto per dire, è partito da Castel di Casio per spingersi fino a Santiago. Quattro mesi e spiccioli di viaggio che l’hanno visto traversare in solitudine l’Italia settentrionale, la Francia e la Spagna, dormendo quasi sempre in tenda pur avendo già passato la barriera psicologica dei sessant’anni (che per lui deve essere come quella dei trenta per una persona normale).

Ridisceso in pianura, colgo l’occasione per ricordare agli aficionados di Ferrara e dintorni che giovedì 30 presenterò L’inattesa piega degli eventi e racconterò del viaggio Roma-Gerusalemme nel capoluogo estense.
L’incontro (ore 18.30 presso il circolo Dal tramonto all’alba, via Guido d’Arezzo 2),è organizzato da Eddie La Nutria e dal suo nuovo giornale universitario il Tascapane: come al solito se ne sentiranno delle belle.

postato da enricobrizzi | ottobre 28, 2008 11:05 | commenti (11)


venerdì, 17 ottobre 2008
LA VITA QUOTIDIANA A BOLOGNA
AI TEMPI DI VASCO



Care aficionade e stimati aficionados,
ecco a cosa mi riferivo la settimana scorsa quando parlavo di un’imminente sorpresa autunnale:

Se voglio raccontare cos’è Bologna per noi che ci siamo cresciuti, devo tornare all’ombra protettiva del lungo portico ai piedi dei colli che ho conosciuto da bambino, quando anche Vasco e Bologna erano più giovani. Allora i nomi e i cognomi fioriranno sulla carta nell’esatto ordine di apparizione che hanno avuto in questa storia...



Non è un romanzo, non è una biografia di Vasco, non è un libro di Storia. Una raccolta di storie, questo sì, tenute insieme dalla città e dalle voci che la resero unica, a cominciare da quella dell’unica vera rockstar italiana.
Dentro ci sono il cortile e i lupetti, le prime timide mappature di tutto l’altrove che ci circondava e gli spalancamenti di senso della tardoadolescenza, le serate furibonde in giro per gli stadi e l’avventura della prima pubblicazione. C’è Bologna coi suoi cantanti e i suoi sindaci, i suoi scrittori e le sue ragazze di vita; ci sono gli anni ’80, i ’90 e una porzione di XXI secolo in omaggio.
L’editore - un ottimo editore di cui fui fan molto prima che autore - ne potrebbe parlare più o meno in questi termini: Enrico Brizzi racconta Bologna, i suoi principi, i suoi re, i suoi anni. Quelli del disimpegno di massa, del rock, del calcio, quelli rabbiosi di Vita spericolata, sospesa fra Baudelaire, Boccaccio e il bar all’angolo. E poi gli anni della scrittura, quell’epoca inattesa in cui poteva capitare di tutto, mentre un’irripetibile Bologna cresceva e si consumava. Gaudente e un po’ matrona.

Enrico Brizzi
La vita quotidiana a Bologna ai tempi di Vasco
Laterza
In libreria il 20 novembre.

postato da enricobrizzi | ottobre 17, 2008 10:17 | commenti (15)


mercoledì, 08 ottobre 2008
PIANI A LUNGO TERMINE
E SORPRESE D’AUTUNNO



Mentre gli amici fanno squillare il telefono per avvertirmi che sarei comparso su Mtv, mi viene in mente che voi aficionados ancora non sapete cosa bolle in pentola.
Rimedio subito.
Forse avrete notato che l’ultimo romanzo è piombato come un fulmine a ciel sereno - narrativamente parlando - subito dopo due romanzi affini come Nessuno lo saprà e Il pellegrino dalle braccia d’inchiostro: entrambi ispirati da esperienze sulla strada,entrambi dedicati allo stesso gruppo di amici-protagonisti e soprattutto entrambi scritti in seconda persona singolare.
Qualcosa mi dice che la piccola saga dei moderni viandanti (oltre ai romanzi ha originato altrettanti reading e la graphic novel attualmente in lavorazione) ancora non è finita. Manca un grande viaggio all’appello, e voi sapete di quale parlo. È stata un’esperienza che ancora lievita dentro di noi, e non ho fretta di scriverne.

Poi c’è L’inattesa piega degli eventi. A molti è piaciuto. A me di sicuro è piaciuto scriverlo. Divertente come creare un mondo, se capite cosa intendo. E ora che il mondo è lì a disposizione, mi diverto di tanto in tanto a tornarci. Mi piacerebbe che un giorno anche L’inattesa piega avesse un romanzo amico, con cui dialogare. Anzi, per dirla tutta mi piacerebbe che ne avesse due. Chissà, un giorno...

Per restare coi piedi saldamente ancorati al suolo, mi limito ad annunciare che né la saga dei viandanti, né la storia alternativa d’Italia conosceranno nuovi capitoli nei prossimi mesi.
Però un’uscita in rampa di lancio c’è. Si tratta di un progetto cui sono molto legato (mi hanno chiesto di raccontare la mia città dal punto di vista di chi ci è cresciuto), e raggiungerà le librerie il 20 novembre.
Fra pochi giorni maggiori dettagli sulla sopresa d’autunno.


postato da enricobrizzi | ottobre 08, 2008 22:03 | commenti (6)


mercoledì, 01 ottobre 2008

DIZIONARIO AFFETTIVO


Ha finalmente raggiunto gli scaffali delle librerie il primo Dizionario affettivo della lingua italiana, progetto divertente e un po’ folle di Matteo B. Bianchi.
Con l’aiuto di Giorgio Vasta, il buon Matteo ha contattato centinaia di autori italiani, invitando ciascuno a contribuire con la definizione di una voce che, per un motivo o per l’altro, si porta nel cuore.
Il risultato è un’agile volumetto edito da Fandango, cui il sottoscritto ha contribuito con la definizione della parola cappello, non del tutto ignota agli aficionados di buona memoria.
All’impresa hanno preso parte legioni di autori giovani e meno giovani, più alcuni mostri sacri come Arbasino e Sanguineti: da sfogliare col sorriso sulle labbra.



postato da enricobrizzi | ottobre 01, 2008 15:11 | commenti (10)

   
   

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