Meglio un buon libro o qualche ora di sonno?
È tempo di bilanci
[di Stefano Izzo]
Personalmente le classifiche le odio, soprattutto se riguardano i libri. Capita, però, che un noto mensile mi chieda una playlist – così l’hanno chiamata – dei dieci migliori titoli del 2007. Non è una di quelle offerte che si possono rifiutare, se capite cosa voglio dire, dunque ho dovuto accettare con tanto di ringraziamenti. Dopotutto è un gioco – ho cercato di convincermi – e anche un’occasione per riflettere su quanto di buono è uscito negli ultimi mesi.
Non voglio annoiarvi rivelando le mie scelte e i vari perché. Vi dirò soltanto che il gradino più alto del mio personalissimo podio se l’è aggiudicato Cormac McCarthy (dal suo precedente libro il prossimo film dei fratelli Coen), che a settantaquattro anni suonati ci regala un romanzo di formidabile finezza psicologica, impreziosito da una prosa di rara precisione e bellezza. Provate a scrivere qualunque cosa dopo aver letto La strada: ogni parola che userete vi sembrerà di troppo.
Detto questo, la domanda scontata che sto per farvi è: qual è il libro, tra quelli usciti nell’ultimo anno, che più di ogni altro vi ha incollato alle proprie pagine, lasciandovi svegli fino a tardi e facendovi saltare pranzi luculliani a casa della suocera?