DAI CAMPI DI PROVINCIA ALLE CURVE DI MEZZA EUROPA!
Ovvero da Cristiano Cavina a Nick Hornby
[di Paolo Bottiroli]
Passare da giocatore a semplice tifoso. È quello capita alla maggior parte dei ragazzi. A scalciare tra polvere e ghiaia fin dalle elementari, trascorrendo ogni domenica in un diverso campo di provincia, per trovarsi, una decina d’anni più vecchi, ad essere “semplici” tifosi, birra a portata di mano e, se va bene, una partita di calcetto ogni tanto.
Giocatore o tifoso, attore protagonista o spettatore: in un caso si compie direttamente l’azione, nell’altro la si osserva solo. L’entusiasmo, strano ma vero, può essere lo stesso.
Così, da un lato c’è la passione di Cristiano Cavina, che ci racconta la sua ultima stagione da esordiente nelle fila dell’AC Casola, piccola squadra proletaria, tenuta insieme da un profondo senso di amicizia, che se la dovrà vedere contro squadre di fighetti con le magliette nuove di pacca e la tuta sociale diversa di anno in anno.
Dall’altro, il trasporto di un Nick Hornby (Febbre a 90°), letteralmente innamorato di un vecchio Arsenal, al tempo meno vincente e più frustrato dell’Inter degli anni ’90...Ma forse, non servono anche queste disavventure per creare un amore profondo?
Così, se volete leggere due libri leggeri su un calcio diverso da quello raccontato dalle biografie dei grandi campioni, fatto di sconfitte e campi di provincia, dateci una letta!
E poi, potrete scommettere sicuri anche voi che Nick Horby sarà stato più felice per un pareggio insperato dei Gunners negli anni ’80 in un campo di seconda divisione, che per la vittoria di mercoledì sera a San Siro! Ché quando le cose vanno bene da anni, forse, si perde un po’ di gusto…